IlSole24Ore.com - Un puzzle complesso per head hunter e imprenditori

Articolo a firma di Luca Semeraro, SVP Recruitment Solutions Head Southern Europe, su Il Sole 24 Ore.

In un contesto incerto come questo, tra coda lunga della crisi pandemica, settori emergenti e altri in caduta libera, il mestiere dell’head hunter sta profondamente cambiando, influenzato da elementi spesso di segno opposto. È una facile predizione affermare che alcuni di questi elementi sono destinati a diventare strutturali. Ma il mercato è fluttuante per sua definizione e quindi il contesto può facilmente subire scossoni, mostrandosi, nello stesso momento, ricco di sfide e opportunità.

 

Il trend attualmente in atto nel settore dell’head hunting in Italia e nel mondo, infatti, ha una doppia faccia. Da un lato assistiamo a una crescente domanda di manager in alcuni ambiti: crescono in media del 25% le offerte di lavoro per dirigenti e quadri, soprattutto in ambito IT, Sostenibilità e Life Science. Si calcola, ad esempio, che in media un cyber security manager riceva 3 offerte al mese. Aumentano, inoltre, quasi del 30% le richieste di figure con competenze specifiche in ambito green, esperti ambientali, e di gestione dei processi, ma anche dirigenti e quadri esperti di ricerca medica, innovazione in ambito biotecnologico e di informatica applicata alla sanità.

 

Ma non è tutto oro quello che luccica: nel contempo, infatti, aumentano anche in modo esponenziale le opportunità a cui i candidati rinunciano

 

Le ragioni come in tutti i fenomeni complessi sono molteplici: politiche retributive non adeguate, un mercato ancora in “movimento” che permette ai candidati di poter scegliere tra più opportunità, e modalità di engagement modificate dalla pandemia sono tra le principali cause. Quest’ultimo elemento, in particolare, può cambiare il volto del mercato e dell’approccio alle esigenze delle aziende.

 

Il forzato distanziamento sociale ha infatti influenzato il rapporto tra head hunter e candidato, limitando l’engagement, creando spesso significative difficoltà di relazione e determinando un numero altissimo di offerte di lavoro rifiutate. Aspetto in molti casi accentuato anche da politiche retributive ancora non incentivanti, come si diceva. A ciò va ad aggiungersi un annoso problema legato alla mancata corrispondenza tra offerta di competenze e skill e richiesta da parte del mercato. Anche per quadri e dirigenti, infatti, il dato si fa sempre più preoccupante.

 

Si calcola che nel mondo sono 35 milioni le opportunità che non possono essere ricoperte per mancanza di skill adeguate.

 

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