Public Speaking: un’arma indispensabile per la carriera

In una serie tv americana, molto conosciuta anche in Italia, un brillante psicologo costruisce la propria carriera sulla capacità di utilizzare la comunicazione verbale e paraverbale per influenzare le giurie e ottenere verdetti di innocenza. Senza arrivare a questi livelli, la capacità di parlare in pubblico è una competenza sempre più importante nella costruzione della carriera, soprattutto da quando gran parte delle interazioni si è spostata online: con questa modalità quello che si dice (e come lo si dice) nel corso di una presentazione può determinare più di prima l’esito di una trattativa o il raggiungimento di un risultato perché vengono a mancare tutte quelle occasioni di interazione informale che si avevano prima o dopo un incontro di lavoro, in un pranzo di affari, a margine di una conferenza.

 

In una serie tv americana, molto conosciuta anche in Italia, un brillante psicologo costruisce la propria carriera sulla capacità di utilizzare la comunicazione verbale e paraverbale per influenzare le giurie e ottenere verdetti di innocenza. Senza arrivare a questi livelli, la capacità di parlare in pubblico è una competenza sempre più importante nella costruzione della carriera, soprattutto da quando gran parte delle interazioni si è spostata online: con questa modalità quello che si dice (e come lo si dice) nel corso di una presentazione può determinare più di prima l’esito di una trattativa o il raggiungimento di un risultato perché vengono a mancare tutte quelle occasioni di interazione informale che si avevano prima o dopo un incontro di lavoro, in un pranzo di affari, a margine di una conferenza. Da qui la necessità di essere efficaci al massimo nella breve parentesi di tempo di una videoconferenza e la diffusione di una nuova figura professionale, il public speaking coach.

 

Pause, velocità e tono di voce

 

Gli esperti di public speaking non smettono di ripeterlo: per essere efficaci e attirare l’attenzione non ci si può limitare a intervenire come se si parlasse con un collega, soprattutto con uno strumento che invita alla distrazione come la videoconferenza. Bisogna quindi lavorare in profondità sul contenuto per essere certi di padroneggiarlo al meglio. Il secondo passo consente nell'organizzazione di una presentazione su misura per il tipo di pubblico: scegliere un tono troppo colloquiale di fronte a un panel di esperti è sicuramente un problema, così come dilungarsi su elementi già conosciuti e poco interessanti. Il tone of voice è determinante: un tono troppo basso suggerisce un senso di insicurezza, oltre a rendere l’ascolto complicato. Altro errore molto frequente è quello di parlare troppo velocemente, dando la sensazione di volersi “liberare” dall’ingrato compito.

 

La comunicazione non verbale

 

Il sorriso, la postura rilassata, lo sguardo che si mantiene all’altezza di quello degli interlocutori, l’attenzione a non fissare la videocamera o, in presenza, a coinvolgere con lo sguardo solo una parte dell’uditorio: sono le tecniche più elementari della comunicazione non verbale, ma anche quelli più semplici da imparare e che possono fare la differenza. Un’altra competenza da sviluppare è la capacità di individuare le persone maggiormente coinvolte (che sorridono, o annuiscono), per cercarle con lo sguardo e sviluppare “alleanze” che possono essere utili per l’accettazione di un progetto. Fondamentale il ruolo delle pause, necessarie quando si vuole sottolineare l’importanza di un passaggio. Infine, particolare attenzione alla respirazione: nella preparazione di un intervento occorre anche capire quando riprendere fiato per chiudere un intervento con la calma e la determinazione che ci si aspetta da una persona che ha il pieno controllo della situazione.