Il lavoro nel 2022? Fra cauto ottimismo e cambiamenti radicali

Se il secondo semestre del 2021 è stato all’insegna di The Great Resignation, ossia l’aumento inaspettato di dimissioni volontarie, quale sarà il trend emergente del 2022?

 

Se il secondo semestre del 2021 è stato all’insegna di The Great Resignation, ossia l’aumento inaspettato di dimissioni volontarie, quale sarà il trend emergente del 2022? L’avvento della variante Omicron con tutte le sue incertezze non ha lasciato molto spazio al tradizionale esercizio di previsione del futuro dei vari settori che di solito contraddistingue la fine dell’anno. Chi si è esercitato nelle previsioni ha colto però qualche segnale di cauto ottimismo, come una Survey che ipotizza un aumento delle assunzioni del 2% nel primo trimestre del 2022 rispetto all’ultimo del 2021, ma addirittura del 27% rispetto all’ultimo trimestre 2020. Assunzioni che saranno concentrate soprattutto nelle grandi aziende, con le PMI ancora in sofferenza, ma, soprattutto, posti di lavoro che per più dell’80% saranno diversi da quelli cui siamo abituati, riproponendo il tema dei necessari e non più rinviabili upskilling e reskilling dei lavoratori (in questo caso non solo italiani).

 

Arriva l'Assegno Unico Universale

 

Se lo scenario generale è ancora mutevole e difficilmente prevedibile, qualche certezza arriva dal punto di vista normativo: infatti, la proroga dello stato di emergenza fino al prossimo 31 marzo porta con sé la possibilità del cosiddetto “smart working emergenziale”, senza la necessità degli accordi individuali. Riconfermati anche i congedi retribuiti per i genitori di ragazzi fino ai 14 anni nel caso il Covid costringesse a ricorrere alla Dad. Ma la novità più significativa consiste nell’introduzione del cosiddetto Assegno Unico Universale, che, a partire dal mese di marzo, sostituirà tutte le misure precedenti destinate ai lavoratori con figli: in busta paga non ci saranno i cosiddetti “assegni familiari” e spariranno bonus bebè, premio nascite o adozioni e le detrazioni fiscali per i figli sotto i 21 anni. L’assegno sarà gestito ed erogato direttamente dall’Inps, a cui bisognerà fare domanda per ottenerlo. È universale perché non ci sono limiti di reddito per ottenerlo: presentando l’Isee si potrà ottenere un importo massimo di 175 euro per ogni figlio, altrimenti si percepirà il minimo (50 euro). Sul sito dell’Inps (www.inps.it) è già stata predisposta la sezione per la richiesta, da presentare entro il 28 febbraio.

 

Il "Pacchetto lavoro" in Manovra

 

Per sostenere la ripresa economica e l’occupazione, nella manovra finanziaria sono state inserite alcune misure specifiche, a partire da ulteriori 12 mesi di Cassa integrazione straordinaria per lavoratori già in Cigs per crisi o ristrutturazioni aziendali; parallelamente viene offerto un contributo del 50% della cassa integrazione alle imprese che assumono a tempo determinato un cassaintegrato. Riconfermato per il biennio 2022/23 il contratto di espansione, con la possibilità di favorire l’uscita dal lavoro fino a 60 mesi dalla pensione, prevedendo nuove assunzioni (1 ogni 3 uscite per le aziende sopra i 1000 dipendenti). Un grosso impegno è stato quello assunto a favore della parità salariale, con un incremento di 50 milioni di euro a favore del fondo che finanzia i meccanismi premiali per le aziende che si impegneranno a ottenere la certificazione di genere.