Per chi sceglie la workation Lisbona è la città ideale

È un altro dei neologismi creati nell’epoca Covid, nato dall’unione di "work" e "vacation", lavoro e vacanza. A evidenziare che è un fenomeno destinato a durare c’è anche il fatto che il termine sia già stato inserito nel Devoto-Oli, uno fra i più autorevoli dizionari della lingua italiana.

È un altro dei neologismi creati nell’epoca Covid, nato dall’unione di "work" e "vacation", lavoro e vacanza. A evidenziare che è un fenomeno destinato a durare c’è anche il fatto che il termine sia già stato inserito nel Devoto-Oli, uno fra i più autorevoli dizionari della lingua italiana. La workation è, insomma, una tendenza che sta prendendo sempre più piede e che prevede che si sfrutti la possibilità di lavorare da remoto per spostarsi per lunghi periodi in località con un clima o servizi migliori. Per esempio, nel 2021 lo hanno fatto più di 46mila lavoratori digitali, che si sono recati alle isole Canarie, dove il contesto ambientale è sicuramente migliore rispetto alle città del Nord Europa. Secondo i dati di NomadList, un portale che si occupa di nomadi digitali, l’Italia è il quinto mercato europeo per questo tipo di turisti e il trend non è destinato a diminuire, anzi: infatti, complice anche un'importante opera di promozione verso questo segmento, nel 2023 le Canarie potrebbero sfiorare le 100mila presenze di lavoratori da remoto.

 

La ricettività si trasforma per il nuovo modello

 

Secondo le previsioni, questo fenomeno crescerà ancora nei prossimi anni, al punto che i grandi gruppi alberghieri si stanno attrezzando per accoglierlo. Sono sempre di più gli hotel che offrono stanze dotate di scrivania, Internet veloce e altri servizi pensati per chi lavora, ma è ormai possibile prenotare camere da utilizzare solo per lavoro o scegliere "pacchetti lunghi" pensati per chi vuole unire al momento di lavoro anche qualche giorno di vacanza. Il fenomeno sembra destinato a coinvolgere anche Executive e Top Manager con richieste molto particolari: il gruppo Rocco Forte propone per esempio ville in Sicilia o appartamenti di prestigio a Roma e a Milano, da affittare per lunghi periodi con la possibilità di usufruire di tutti i servizi degli hotel.

 

Lisbona la destinazione ideale

 

Sul fenomeno è stata compiuta una ricerca da Savilss Plc, un importante broker immobiliare inglese, che ha preso in considerazione 15 location proprio in ottica di workation, analizzando la disponibilità di collegamenti aerei diretti, il clima, il costo degli immobili e della vita, ma anche la velocità della connessione Internet o la presenza di incentivi e servizi per i remote worker. Lisbona è risultata la città migliore per chi vuole lavorare da remoto per un lungo periodo, soprattutto grazie al suo clima invidiabile, alla velocità della Rete e alla convenienza del mercato immobiliare. A seguire, nella classifica vi sono Miami, Barbados, Dubrovnik, Dubai, Barcellona e la zona dell’Algarve, sempre in Portogallo. A confermare che il fenomeno è significativo c’è il repentino aumento dei prezzi degli immobili, che a Lisbona sono saliti di più del 10% nell’ultimo anno proprio per le maggiori disponibilità dei lavoratori stranieri in cerca di una nuova sistemazione.

 

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