Cinque pilastri per immaginare il lavoro di domani

Andrea Malacrida, amministratore delegato di Adecco Italia, si è misurato con un compito a dir poco impegnativo: immaginare il lavoro di domani, quello che coinvolgerà le giovani generazioni, che sarà il risultato dell’innovazione tecnologica e della transizione ecologica.

 

Andrea Malacrida, amministratore delegato di Adecco Italia, si è misurato con un compito a dir poco impegnativo: immaginare il lavoro di domani, quello che coinvolgerà le giovani generazioni, che sarà il risultato dell’innovazione tecnologica e della transizione ecologica. Lo ha fatto con un libro intitolato, appunto, "Immaginare il lavoro. Il mondo di ieri, le sfide di domani" (Marsilio editore, https://adeccogroup.it/immaginare-il-lavoro-libro/), che è stato presentato a Milano nei giorni scorsi. Partendo dalla sua esperienza personale e dal percorso fatto con il gruppo Adecco, Malacrida ha provato a costruire lo scenario del mondo del lavoro all’indomani del Covid, che ha impresso un’accelerazione improvvisa a una trasformazione che si stava già avviando. Ma proprio il Covid, e in particolare i grandi investimenti a disposizione con il PNRR, costituiscono un’opportunità di dimensioni mai viste prima, che bisogna essere in grado di cogliere per creare un mondo del lavoro “a prova di futuro”.

 

Scuola, transizione green e inclusività

 

Sono dunque cinque i pilastri che Malacrida indica come fondamentali per attrezzare l’Italia alle sfide del futuro, partendo ovviamente dalla scuola: l’Italia ha una spesa per l’istruzione molto al di sotto della media degli altri Paesi europei e insegnanti peggio pagati. Un investimento in questo settore è una necessaria base di partenza per tutte le altre politiche. La transizione verde, che porterà nuovi posti di lavoro, ma ne farà scomparire altri, è comunque il secondo pilastro e un’ottima opportunità per creare buon lavoro. L’inclusività, con il maggior coinvolgimento possibile di giovani e donne, è il terzo ingrediente dell’analisi di Malacrida: un mondo del lavoro che non si pone l’obiettivo di mettere a valore e favorire la realizzazione di metà della sua popolazione attiva brucia il capitale umano di cui potrebbe beneficiare. Per raggiungere questo scopo sarà fondamentale far applicare correttamente la normativa esistente contro il Gender Pay Gap, ma soprattutto investire in asili nido e in tutti quei servizi per la famiglia che possono favorire la partecipazione delle donne al mercato del lavoro.

 

Ripensare le tutele

 

Abbiamo un sistema di tutele disegnato per quella che era l’Italia del boom economico e del posto fisso, mentre nel frattempo il mondo del lavoro è diventato un sistema a porte girevoli, in cui ognuno probabilmente sperimenterà tre, quattro, cinque impieghi, anche in settori e con responsabilità diverse. Per questo deve essere ripensato il sistema degli ammortizzatori sociali e deve essere implementato il supporto alla formazione, per mantenere alta nel tempo l’occupabilità delle persone. Come sintetizza l’amministratore delegato di Adecco: “Il libro ha l’obiettivo di raccontare e spiegare a tutti cosa sta accadendo nel mondo del lavoro di oggi. Al contrario di ciò che accadeva negli anni Novanta, periodo in cui il lavoro era stabile e si respirava un’aria di ottimismo, oggi siamo davanti a uno scenario molto più fluido e incerto, in cui spesso mancano punti di riferimento in grado di orientare. Questo provoca, soprattutto nei giovani, paure e sfiducia nei confronti del futuro e della società e indecisione sul percorso di studi da scegliere per la realizzazione del proprio potenziale. Spero vivamente che questo lavoro possa essere uno stimolo per accelerare il processo di costruzione di un’Italia con un mercato del lavoro davvero moderno”.

 

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