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Business Agility in pillole. Growth mindset, ciò che serve per chiudere il cerchio della Business Agility & Innovation

Siamo giunti al termine di questo breve viaggio nel mondo della Business Agility. Abbiamo appreso come la figura del leader sia cambiata, come valutare il contesto di partenza sia fondamentale per iniziare qualsiasi percorso o assumere qualunque decisione, ma, soprattutto, abbiamo capito come l’intero processo di Agility & Innovation può avere successo solo se caratterizzato dall’empatia. Affinchè un approccio agile possa svilupparsi appieno e produrre i risultati sperati, è necessario possedere anche una certa mentalità, il cosiddetto “growth mindset”. Scopriamo di cosa si tratta nel nupvp articolo di Angelo D'Attoma, SVP Delivery and Candidate Experience di LHH Recruitment Solutions, in collaborazione con Silvia Guarnieri, Strategic Sales Executive Manager di LHH Recruitment Solutions.

 

Il growth mindset considera il talento come un punto di partenza: infatti, secondo questo approccio, non si smette mai di apprendere, evolvere e migliorare costantemente, imparando soprattutto dagli errori commessi e trasformandoli in un’opportunità di crescita personale. Il growth mindset si contrappone al fixed mindset, ossia una mentalità statica, fissa, che vede nelle proprie capacità e doti qualcosa di totalmente innato, che non è possibile esercitare oltre un certo limite. In ciascuno di noi convivono questi due tipi di mentalità: in alcuni è più sviluppata la prima, in altri la seconda, ma, oggi più che mai, risulta evidente la necessità di innovarsi ed evolvere costantemente: come sviluppare dunque un mindset il più agile possibile?

 

Innanzitutto, occorre assumere consapevolezza di come funziona la nostra mente, degli schemi e dei pregiudizi che caratterizzano il nostro pensiero. Solo dopo aver preso coscienza di questi elementi è possibile mettere in pratica le tecniche e i valori su cui si fondano i concetti di Agility & Innovation. Facciamo un esempio pratico. Alcuni di noi non mangiano il coriandolo poiché, quando lo hanno assaggiato la prima volta, non ne hanno apprezzato il sapore. La mente ricorda quella sensazione, quindi non vi è la necessità di provarlo una seconda volta per capire se piaccia o meno, in quanto abbiamo già avuto un’esperienza pratica in passato: così facendo abbiamo creato un modello di riferimento personale. Diverso è invece quando non ci lanciamo dal decimo piano di un palazzo: non lo facciamo poiché, pur non avendo mai sperimentato la caduta, sappiamo cosa può succedere di negativo. In questo caso, abbiamo appreso un modello. L’insieme di questi modelli crea schemi attraverso i quali gli esseri umani conferiscono senso a ciò che li circonda. Alcuni di questi schemi sono anche inconsci, ossia ereditati dalla società. Non tutti gli schemi sono “positivi”: alcuni generano pregiudizi che ostacolano la creazione e lo sviluppo di un growth mindset e solo distaccandosi il più possibile da questi preconcetti è possibile cambiare anche la propria mentalità.

 

Ora che siamo consapevoli di come la nostra mente funzioni e di come essa interpreti la realtà e la rielabori, risulta sicuramente più chiaro come applicare le pratiche e i valori alla base dei concetti dell’Agility e dell’Innovation nelle attività quotidiane. In particolare, occorre:

 

Arricchire i “vecchi” schemi mentali attraverso nuove esperienze che consentiranno di creare nuovi schemi e, quindi, nuovi modelli, rendendo gli individui più inclini al cambiamento e allo sviluppo di un growth mindset, indispensabile per migliorare.

 

  • Massimizzare la collaborazione con il cliente per vedere la situazione anche sotto altri punti di vista (empatia)
  • Creare prodotti che generino valore
  • Investire il proprio tempo nella costruzione di relazioni in grado di aggiungere qualcosa alle esperienze e conoscenze pregresse.

 

Quanto visto finora riguarda soltanto la dimensione individuale. Come sviluppare un growth mindset di team e di società/organizzazione? In questi due casi, ai modelli mentali individuali si aggiungono le dinamiche derivanti dall’interazione e dalla collaborazione con altre persone. Per favorire lo sviluppo di una mentalità agile all’interno dei team è fondamentale:

 

  • Creare un ambiente in cui vi sia il giusto equilibrio tra “sicurezza psicologica” e motivazione, affinché non si abbia timore di esprimere la propria opinione e, allo stesso tempo, nonostante il possibile dissenso, si abbia il giusto engagement per raggiungere l’obiettivo prefissato
  • Strutturare un team charter chiaro e trasparente, che definisca i ruoli dei membri del team, le aspettative, le debolezze e i punti di forza, ma, soprattutto, l’obiettivo da raggiungere.
  • Per quanto riguarda invece lo sviluppo di un growth mindset di società/organizzazione, il suggerimento principale è quello di non esagerare con burocrazia e procedure poiché esse, se in eccesso, portano l’organizzazione verso un modus operandi completamente opposto a quello agile.

 

Siamo arrivati alla fine del nostro piccolo viaggio e sono convinto che molti dei concetti condivisi abbiano in qualche modo già influenzato la vostra quotidianità. Senza empatia non ci potrà essere innovazione, senza sicurezza psicologica all’interno del team non ci sarà mai un vero progresso, ma la cosa più importante è che se vogliamo diffondere una cultura agile, dobbiamo iniziare da noi come individui per poi estenderla al nostro team e, quindi, tentare di influenzare l’intera organizzazione in cui lavoriamo.

 

Vuoi approfondire?

 

Se ti sei perso il precedente articolo della rubrica "Business in pillole", puoi trovarlo qui: Business Agility in pillole. L'importanza dell'empatia per la Business Agility.